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Sindrome da vibrazione: la capillaroscopia nelle patologie occupazionali

La capillaroscopia, unitamente ad altre tecniche, permette di valutare le severità del danno microvascolare responsabile delle manifestazioni cliniche della patologia.

L’utilizzo prolungato di strumenti lavorativi vibranti favorisce lo sviluppo di una condizione nota come Sindrome da Vibrazione del braccio e della mano, una complessa situazione patologica che vede il coinvolgimento dei sistemi vascolare, nervoso e muscoloscheletrico.


Gli episodi di impallidimento delle mani, una forma secondaria del fenomeno di Raynaud, rappresentano la tipica manifestazione clinica del danno vascolare inflitto dal ripetuto insulto meccanico.

Lo sbiancamento episodico delle dita è infatti caratteristico della sindrome ed è comunemente provocato dall’esposizione alle basse temperature durante i mesi invernali.


Numerose professioni prevedono la regolare esposizione a vibrazioni meccaniche trasmesse da strumenti utilizzati manualmente e la sindrome rappresenta una patologia occupazionale comunemente diagnosticata.

Tuttavia, attualmente non esiste un test diagnostico standardizzato per operare una valutazione quantitativa ed oggettiva della severità della patologia, essenziale per stimare la gravità della condizione e monitorare la sua evoluzione nel tempo.


La precisa natura dei meccanismi patofisiologici responsabili del danno vascolare non è altrettanto chiara.

Nei pazienti affetti viene riscontrato un elevato grado di reattività delle terminazioni nervose simpatiche, responsabile di una deregolazione del tono vascolare digitale in favore della vasocostrizione e della ridotta perfusione sanguigna cutanea alle basse temperature.

Nella sindrome è stato osservato un rilascio eccessivo di mediatori chimici della regolazione vascolare locale (endotelina e plasma catecolamine), una maggior reattività dei recettori adrenergici ed un rilascio inadeguato di ossido nitrico.

Altri fattori circolanti intravascolari risultano coinvolti nella patofisiologia della sindrome.

Tra questi vi sarebbero alcuni elementi del sistema della coagulazione ed altri regolatori dell’adesione intercellulare.

A queste anomalie segue un costringimento del lume arterioso, ipertrofia del muscolo liscio vascolare e quindi un basso flusso sanguigno microcircolatorio digitale.


Il sistema della microcircolazione cutanea della mano è costituito da una rete capillare superficiale con funzione nutritiva ed una seconda più profonda con funzione termoregolatoria.

Il danno vascolare sembra essere ristretto al distretto cutaneo e ad i suoi vasi sanguigni piuttosto che alle arterie digitali.

Le anomalie nel controllo dei meccanismi di controllo del flusso sanguigno cutaneo digitale possono infine causare dolorosi attacco di impallidimento alle basse temperature.

Lo studio della funzionalità vascolare nella sindrome da vibrazione può essere condotto utilizzando distinte tecniche in grado di misurare parametri indicativi dell’estensione del danno vascolare.

Alcune di queste si interessano della microcircolazione cutanea digitale mentre altre si basano sull’analisi delle arterie digitali.

Tra le principali metodologie impiegate vi sono: la misurazione del tempo di recupero a seguito di compressione digitale, la pletismografia, la termometria e la termografia che forniscono una misura indirette del flusso sanguigno digitale, l’imaging a Laser Doppler e la tecnica flowmetry. Spesso le tecniche valutano le risposte vascolari digitali in seguito a provocazione termica, analizzando la severità del fenomeno di vasospasmo indotto dall’esposizione al freddo.


La tecnica di microscopia capillare ungueale, o più semplicemente capillaroscopia, permette invece di valutare le alterazioni strutturali della vascolatura cutanea superficiale.

A livello della plica ungueale, i capillari sono disposti parallelamente alla superficie cutanea ed è dunque possibile operare una valutazione oggettiva morfologica della rete microvascolare. L’esame viene generalmente condotto con un video microscopico connesso ad un dispostivo per l’acquisizione di immagini digitali.


L’utilità diagnostica e prognostica e la riproducibilità della tecnica capillaroscopica sono state dimostrate nella forma primaria del fenomeno di ryanaud ed in altre patologie del sistema connettivo, per le quali sono stati definiti quadri, o pattern, capillaroscopici che riflettono la severità ed evoluzione clinica del disordine sistemico.


Nella sindrome da vibrazione, la principale anomalia capillaroscopica riportata consiste nella riduzione del numero di anse capillari per unità di superficie.

Le alterazioni morfologiche più frequentemente riscontrate in questi pazienti sono la maggiore tortuosità dell’ansa capillare, un globale allungamento dei capillari, disorganizzazione della normale polarità e perdita del pattern parallelo osservato nel soggetto sano.


La tecnica di videocapillaroscopia permette inoltre di misurare non solo la dimensione dei sigoli capilalri ma anche dei songoli eritrociti presenti al loro interno e la loro velocità.

In questo modo è possibile monitorare le variazioni della velocità di flusso eritrocitario secondarie alla provocazione termica.


Per una affidabile ed oggettiva diagnosi delle alterazioni vascolari incontrate nella sindrome da vibrazione, si ritiene necessaria la valutazione della temperatura cutanea digitale e la pressione sistolica digitale attraverso metodologie standardizzate.


Poiché non è chiaro se anomalie vascolari diano dovute al danno totale del sistema vascolare digitale oppure al solo al flusso cutaneo superficiale è attualmente raccomandato un test a batteria che prevede l’impiego di più tecniche unite ad uno studio microscopico del sistema microvascolare.