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Tecnica capillaroscopica e modalità d'esame

La capillaroscopia è la tecnica di elezione per lo studio in vivo del microcircolo

La capillaroscopia è una metodica di indagine non-invasiva che consente lo studio in vivo delle caratteristiche morfologiche e funzionali del microcircolo.

Nell’esecuzione dell’esame l’osservatore deve tenere conto della numerosità e della morfologia dei capillari, dei parametri emodinamici, degli aspetti morfologici extravasali e della visibilità del plesso venoso subpapillare.



Esecuzione dell'esame

Esecuzione dell'esame

Lo studio in vivo del microcircolo viene effettuato prevalentemente a livello della cute periungueale poichè in quest'area cutanea l'asse maggiore dei capillari è parallelo rispetto alla superficie cutanea e quindi più adatta per uno studio morfologico.

L'esame capillaroscopico periungueale viene condotto a livello di tutte le dita in quanto le alterazioni morfologiche dei capillari possono risultare circoscritte nelle fasi iniziali di malattia.

L'esame viene eseguito con il paziente in posizione seduta o distesa, con il palmo della mano appoggiato sul piano di osservazione. Sulla cute periungueale si applica una goccia di olio di cedro, indispensabile per garantire le migliori condizioni di visibilità della rete microvasale cutanea.

L'esame prevede una fase di acclimatazione termica, necessaria alla regolarizzazione del flusso ematico. L'esame e l'eventuale cattura di immagini clinicamente significative avvengono con il paziente comodamente seduto e richiede un tempo non superiore ai dieci minuti.


L’esame deve essere stereotipato e minuzioso e completato da una documentazione fotografica, eventualmente archiviabile mediante sistemi informatici.




Strumentazione

La capillaroscopia periungueale può essere effettuata con strumenti ottici di vario tipo - oftalmoscopio, apparati di macrofotografia, microscopio ottico “convenzionale”, stereomicroscopio, apparati a sonda ottica in epiluminescenza.


Lo strumento maggiormente utilizzato è lo stereomicroscopioanche se attualmente si sta diffondendo l’uso del videocapillaroscopio a sonda ottica che consente, grazie a maggiori ingrandimenti, una migliore visione dei dettagli morfologici e reologici del microcircolo e di registrare immagini cliniche digitali dei capillari.


Per l’illuminazione del campo di osservazione si può ricorrere a sorgenti luminose di vario tipo.

Di particolare utilità risultano le lampade a fibre ottiche, che consentono di modificare l’angolazione del fascio luminoso rispetto al piano della cute o delle mucose. Ciò evita la formazione di riflessi, che disturbano sia l’osservazione diretta e, ancor più, la ripresa fotografica. Specie per la valutazione degli aspetti dinamici del microcircolo cutaneo può essere necessario il ricorso a filtri capaci di “raffreddare” il fascio luminoso.