Numerosi studi hanno dimostrato un aumento dello stress ossidativo e la concomitante compromissione della funzionalità endoteliale nei pazienti affetti da sindrome da apnee ostruttive del sonno.
Nel presente studio i ricercatori dell’Università “La Sapienza” di Roma hanno analizzato la relazione tra la sindrome, la disfunzione endoteliale e lo stress ossidativo, valutando l’impatto del trattamento a pressione positiva nasale continua sul livello di stress ossidativo e la severità disfunzione arteriosa. I risultati dello studio sono stati presentati sulla rivista BMC Pulmonary Medicine. Gli autori hanno reclutato 138 pazienti affetti da russamento cronico patologico e possibile sindrome ostruttiva da apnee del sonno sottoponendoli a polisonnografia notturna. Dieci pazienti con sindrome ostruttiva severa sono stati riesaminati dopo 6 mesi di terapia con pressione positiva. Per stimare il livello di stress ossidativo in vivo, gli autori hanno misurato i livelli urinari del marker infiammatorio 8-iso-prostaglandina-F2-alfa, i livelli sierici del peptide derivato solubile NOX2 (sNOX2-dp) e il rapporto delle concentrazioni sieriche di nitriti/nitrati dei pazienti. La funzione endoteliale è stata invece valutata misurando la dilatazione dell’arteria brachiale indotta dal flusso. I ricercatori hanno così potuto osservare che i soggetti affetti da una forma maggiormente grave della sindrome ostruttiva presentavano anche livelli superiori di prostaglandina ed inferiori di sNOX2-dp. Una correlazione inversa si è resa evidente tra la reattività vascolare e la severità della sindrome. L’indice di apnea/ipopnea correlava significativamente con i parametri antropometrici dell’obesità addominale e i livelli urinari del marker ossidativo 8-isoprostano. Complessivamente, la presenza della sindrome metabolica e i livelli di isoprostani urinari erano i soli predittori indipendenti del grado di reattività vascolare. Con sorpresa dei ricercatori, dopo sei mesi di trattamento a pressione si assisteva ad una riduzione significativa dei livelli sierici di NOX2 e di prostaglandina ed ad un miglioramento altrettanto apprezzabile della reattività vascolare.