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martedì 7 agosto 2012

Stress ossidativo, prima causa di danno vascolare nella sindrome da apnee del sonno

I pazienti affetti dalla sindrome da apnee del sonno che presentano fattori di rischio cardiometabolico sono esposti ad un elevato stress ossidativo. Questa situazione può essere parzialmente corretta con la terapia a pressione.

Numerosi studi hanno dimostrato un aumento dello stress ossidativo e la concomitante compromissione della funzionalità endoteliale nei pazienti affetti da sindrome da apnee ostruttive del sonno.

Nel presente studio i ricercatori dell’Università “La Sapienza” di Roma hanno analizzato la relazione tra la sindrome, la disfunzione endoteliale e lo stress ossidativo, valutando l’impatto del trattamento a pressione positiva nasale continua sul livello di stress ossidativo e la severità disfunzione arteriosa. I risultati dello studio sono stati presentati sulla rivista BMC Pulmonary Medicine. Gli autori hanno reclutato 138 pazienti affetti da russamento cronico patologico e possibile sindrome ostruttiva da apnee del sonno sottoponendoli a polisonnografia notturna. Dieci pazienti con sindrome ostruttiva severa sono stati riesaminati dopo 6 mesi di terapia con pressione positiva. Per stimare il livello di stress ossidativo in vivo, gli autori hanno misurato i livelli urinari del marker infiammatorio 8-iso-prostaglandina-F2-alfa, i livelli sierici del peptide derivato solubile NOX2 (sNOX2-dp) e il rapporto delle concentrazioni sieriche di nitriti/nitrati dei pazienti. La funzione endoteliale è stata invece valutata misurando la dilatazione dell’arteria brachiale indotta dal flusso. I ricercatori hanno così potuto osservare che i soggetti affetti da una forma maggiormente grave della sindrome ostruttiva presentavano anche livelli superiori di prostaglandina ed inferiori di sNOX2-dp. Una correlazione inversa si è resa evidente tra la reattività vascolare e la severità della sindrome. L’indice di apnea/ipopnea correlava significativamente con i parametri antropometrici dell’obesità addominale e i livelli urinari del marker ossidativo 8-isoprostano. Complessivamente, la presenza della sindrome metabolica e i livelli di isoprostani urinari erano i soli predittori indipendenti del grado di reattività vascolare. Con sorpresa dei ricercatori, dopo sei mesi di trattamento a pressione si assisteva ad una riduzione significativa dei livelli sierici di NOX2 e di prostaglandina ed ad un miglioramento altrettanto apprezzabile della reattività vascolare.

Source:Maria Del Ben, Mario Fabiani, Lorenzo Loffredo et al. Oxidative stress mediated arterial dysfunction in patients with obstructive sleep apnoea and the effect of continuous positive airway pressure treatment BMC Pulmonary Medicine 2012