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giovedì 28 marzo 2013

Due strade per controllare l'ipertensione con la dieta

Tenere sotto controllo la pressione arteriosa attraverso l’alimentazione: una realtà, se si sa come fare.

cibi pressione

Attualmente, due sono i modelli alimentari riconosciuti validi contro i fattori di rischio che causano l’innalzamento della pressione: la dieta DASH e quella mediterranea. La prima, l’acronimo di Dietary Approaches to Stop Hypertension, è un piano scientificamente ritenuto efficace nel prevenire l’ipertensione, anche se non sembra essere di facile attuazione.

Secondo i medici della Harvard Medical School, questo tipo di dieta richiederebbe infatti disciplina e sacrificio, che verrebbero tuttavia ripagati dal guadagno in salute.

Cos’ha di così speciale la dieta DASH? Semplice, solo il 27% delle calorie totali deriva da grassi, è accompagnata da abbondanti porzioni di frutta e verdure, sostituisce le farine processate con quelle integrali, limita l’assunzione di latticini a quelli estremamente poveri in grassi, prevede come principali fonti di protein le carni bianche, il pesce e le noci in sostituzione delle carni rosse.

Complessivamente, l’insieme di questi alimenti è una preziosa fonte di fibre e dei minerali calcio, magnesio e, soprattutto, potassio, imprescindibile per il controllo della pressione sanguigna.

A tutto questo si aggiunge una restrizione del consumo del sale da tavola. Attraverso la dieta DASH è possibile raggiungere un’assuzione di 2,200 mg di sale giornalieri, equivalenti ad un primo passo verso la prevenzione dell’ipertensione.

Non vi è dubbio che tali abitudini alimentari richiedano una ferrea dedizione e convinzione, inclusa una pianificazione degli acquisti e della preparazione dei pasti.

Un approcio più moderato, ma pur sempre efficace per controllare la pressione è la dieta mediterranea, sinonimo universale di alimentazione bilanciata e diversificata. Lo stile mediterraneo a tavola permette infatti di limitare il consumo di grassi animali e cibi zuccherati ma di godere allo stesso tempo delle caratteristiche del cibo come consistenze, sapori e odori che normalmente si perdono nei regimi alimentari più rigidi.

Non di meno, studi epidemiologici hanno definitivamente dimostrato una ridotta incidenza di disturbi cardiovascolari tra le popolazioni che aderiscono culturalmente a questa dieta.

Source:Harvard Medical Publications