|

giovedì 6 marzo 2014

Danno microvascolare digitale compromette ossigenazione del sangue

Il danno microvascolare associato alla sclerodermia compromette la saturazione dell’ossigeno nel sangue. Scarsa, tuttavia, la correlazione con i profili capillaroscopici osservati nei pazienti.

ossimetria

Il danno microvascolare associato alla sclerodermia è in grado di compromettere in modo significativo l’ossigenazione del sangue. Questa osservazione può essere chiaramente dimostrata mediante il test ossimetrico condotto a livello delle dita della mano. Tuttavia, non è questa una semplice misurazione.

Ancor più arduo è stato il tentativo da parte dei ricercatori del Hacettepe University Faculty of Medicine di Ankara di stabilire una correlazione tra i pattern capillaroscopici tipicamente osservati nelle diverse fasi della patologia sclerodermica e la compromissione dell’ossigenazione.

La classificazione di un gruppo di pazienti affetti da sclerodemia nelle tre categorie di pattern capillaroscopico, “early”, “active” e “late”, non trovava alcuna associazione con i livelli di ossigenazione.

Si poteva, invece, riscontrare una compromissione piuttosto indistinta ma che non variava in alcun modo in accordo alla severità della patologia. Il dato più importante dello studio, invece, riguardava la variazione nei livelli di ossigeno rilevata tra le dita della stessa mano, considerata dai ricercatori come un chiaro segno di danno microvascolare.

Source:Akdogan A, Kilic L, Dogan I et al. Effect of capillaroscopic patterns on the pulse oximetry measurements in systemic sclerosis patients. Microvasc Res. 2014